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Il circo Darix Togni è uno dei più antichi spettacolo viaggianti del mondo.

Circo Darix Togni

giraff

Gli Animali

Gli animali del circo, artisti speciali

Anche se al Circo Darix Togni lavorano artisti che rappresentano l’eccellenza del mondo circense, davanti alla bellezza degli animali nessuno può fare a meno di restare incantato.

Gli animali rappresentano per i circensi un patrimonio affettivo e culturale, e sono parte dell’identità di chi vive e lavora in un circo. Gli animali dei circhi vivono a fianco dell’uomo dalla nascita, perchè sono tutti nati in cattività: le leggi che regolano il commercio e gli spostamenti di fauna e flora esotica (convenzione Cites) sono rigorosissime, oggi è davvero impossibile catturare un animale selvatico e portarlo in un altro continente. L’habitat circense rappresenta quindi per l’animale del circo la propria casa, e lui non desidera allontanarsene: ci è cresciuto dentro, ci vive, lì si sente sicuro e protetto. L’animale nato e cresciuto al circo, al circo sta bene: mentre in natura si può dire che “la vecchiaia” non esista, gli animali dei circhi sono più longevi e conducono una vita serena in cui cibo, protezione e affetto sono garantiti ogni giorno, ad ogni ora. L’esercizio quotidiano che viene fatto fare all’animale in addestramento contribuisce a mantenerlo attivo, non annoiato, ed è quindi benefico per la sua “Igiene mentale”. La maggior parte degli animali esotici dei circhi appartiene a specie che in natura si stanno estinguendo, perché vengono sterminati dall’uomo sia per il contrabbando di pellami etc sia perché privati del loro habitat naturale, al posto del quale sorgono città, fabbriche, strade …

L’addestramento

Il metodo di addestramento degli animali del circo si basa sul principio del gioco: l’animale esegue, dal suo punto di vista, dei “giochi” ed è premiato con cibo e affetto; non dimentichiamo che gli animali sono abitudinari, e per loro la routine è fonte di sicurezza. Oltre al fatto ovvio che “ammaestrare” implica trascorrere molto tempo a stretto contatto con l’animale, e sviluppare un rapporto di fiducia e di amore, ricordiamoci che GLI ANIMALI RAPPRESENTANO UN CAPITALE ENORME PER L’IMPRESA CIRCENSE: maltrattare un animale per il quale si sono spesi soldi in cure e mantenimento, tempo, fatica e sacrifici per l’addestramento, che senso avrebbe? Inoltre quale addestratore si metterebbe nella condizione di essere odiato dagli animali che ammaestra? Un calcio di una giraffa, la zampata di una tigre o di un elefante possono uccidere un uomo con facilità. Ma gli animali del circo AMANO chi li addestra, ed ecco perchè non attaccano: chi ammaestra nutre, cura, passa le notti accanto agli animali, li riconosce ed è da loro riconosciuto. Su questo si basa l’ammaestramento e non potrebbe funzionare in altro modo.

La nostra opinione sugli animalisti

CHE LAVORO FANNO GLI ANIMALISTI PER VIVERE?
DA DOVE ARRIVANO I SOLDI CHE LI FINANZIANO?

Nel 2006 il contributo erogato alle associazioni animaliste dalla Direzione Protezione Natura ammontava a 3.390.553€; i soldi arrivano anche da Province, Regioni, Comuni, Enti Locali, oltre che dall’autofinanziamento e dal tesseramento.
Nel 2001 le associazioni ambientali e animaliste riconosciute erano 35 e si spartivano 2 milioni e 200 mila euro, quelle non riconosciute portavano a casa 90 mila euro. Poi sono diventate una settantina. Lo Statuto della LAV del 2006 contiene l’elenco delle risorse economiche dell’associazione; come riportato di seguito, l’associazione riceve: A) Contributi degli aderenti; B) Contributi dei privati; C) Contributi dello Stato, di Enti o di Istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività e progetti; D) Contributi di organismi internazionali; E) Donazioni e lasciti testamentari; F) Rimborsi derivanti da Convenzioni; G) Entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali e comunque direttamente connesse agli scopi associativi; H) Qualsiasi altra entrata permessa dalla legge in conformità agli scopi associativi; I) Quote annuali dei soci; L) Le rendite derivanti da beni mobili e immobili. Le maggiori associazioni animaliste sono ONLUS e godono di notevoli agevolazioni fiscali: non pagano l’imposta sul reddito, molte operazioni le svolgono senza Iva e hanno diritto all’esenzione da altre tasse, minori ma ugualmente onerose; sono destinatarie delle somme recuperate con le sanzioni pecuniarie previste dall’applicazione degli articoli 3, 7 e 8 della legge 20 luglio 2004; per non parlare, infine, del 5 per mille cui queste associazioni hanno titolo.
Le associazioni animaliste movimentano centinaia di milioni di euro ogni anno, E NON C’E’ MODO DI VERIFICARE CHE TUTTI QUESTI SOLDI VENGANO EFFETTIVAMENTE IMPIEGATI NELLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI. Lo stesso Statuto LAV 2006, in oltre una ventina di pagine, non riporta mai, nemmeno una volta, indicazioni relative alla gestione delle spese per il mantenimento degli animali o delle spese sanitarie per animali. E c’è di più: tutte queste assegnazioni di denaro avvengono sulla base di criteri discrezionali e prescindono dalla verifica della qualità dei servizi e dall’utilizzo delle somme erogate. Se facciamo il confronto con i circhi il risultato è paradossale: nel 2010, sommando ogni tipo di voce (attività circense in Italia e all’estero e contributo attrezzature) tutti i complessi ammessi a finanziamento attraverso il Fus, non superano i 2 milioni di euro. Mentre i denari che escono dal Fus e che arrivano ai circhi sono pubblicati in bella vista sul sito internet del ministero per i Beni e le attività culturali, nomi e cognomi, complesso per complesso, con la cifra relativa, se un cittadino qualunque volesse sapere chi sono e quanto ricevono di finanziamenti pubblici le associazioni ambientaliste e animaliste, non potrebbe cercare in nessun posto perché il dato è top secret. E non è la sola cosa difficile da capire, visto che delle associazioni animaliste in genere non si sa quanti e quali percorsi politici e mediatici privilegiati riescano a percorrere, alla luce del continuo ritorno mediatico che ottengono anche con la più piccola manifestazione o campagna di sensibilizzazione, campagne che per quanto poco sentite dai cittadini riescono comunque ad avere una visibilità non indifferente e influiscono in ogni ambito in cui non venga rispettato il loro personale pensiero al riguardo degli animali.
Come se quello che gli animalisti sostengono non fosse discutibile, ne’ soggetto ad obiezioni, come se la loro opinione (perchè solo di questo si tratta) non seguisse le regole della Democrazia.

DOVE VANNO A FINIRE I SOLDI CHE LI FINANZIANO?

A questo punto la domanda è: per cosa vengono usati tutti questi soldi? Aiutare gli animali o investire in “pubblicità” per accumulare ulteriori denari da mettere in cassa? Tutte le principali associazioni animaliste hanno una forza economica tale da potersi permettere campagne pubblicitarie sui grandi mezzi di comunicazione, spot televisivi, spot radiofonici, pagine tabellari su quotidiani e riviste; insomma una pubblicità COSTOSA. Non solo, perchè i cosidetti “volontari” animalisti sono sempre meno: fra le figure più ricercate dalle Onlus animaliste ci sono, come ha rivelato un dossier di Federfauna nel 2012, il dialogatore e l’addetto alla raccolta fondi, tutte posizioni con “ottimi margini di guadagno”. Non è un caso che negli ultimi tempi gli animalisti si presentino in Parlamento per parlare di “protezione degli animali anche come sfida occupazionale”. Si’, ma gli stipendi degli “occupati” chi li paga? E soprattutto, per cosa stiamo pagando? Si puo’ occupare la gente in tanti modi, anche in progetti che da decenni sono senza soluzione come il randagismo, ma allora perchè queste associazioni insistono nel definire il loro lavoro “volontariato”? Un “volontariato” che ottiene denaro pubblico per portare avanti progetti senza responsabilita’ (avete mai sentito di associazioni animaliste condannate a pagare i danni per le aggressioni dei cani o per i danni provocati a cose o persone da animali selvatici e randagi ?), che ha facoltà di andare in Parlamento a proporre di usare fondi della Sanita’ e dei Comuni per pagare il loro personale e i loro veterinari, che certamente sono occupati, solo che vengono stipendiati utilizzando i soldi delle tasse pagate dei cittadini.

SALVADANAIO

leone e domatore

Circo Darix Togni - Via San Lodovico, 31 - 42010 Rio Saliceto (RE) P.I. 11144601009

Nicola Armellini